La nostra storia.
Abbiamo sempre preso in giro la nonna Elvira,
dicendole che la sua trisnonna aveva sicuramente
cucito le camicie rosse ai Garibaldini.
Effettivamente, andando indietro nel tempo alla
ricerca della nostra storia abbiamo scoperto che le
origini delle nostre camicie risalgono al 1860 e che
le nostre antenate avrebbero sicuramente potuto
cucirle.All'inizio del secolo scorso si lavorava
in casa la bisnonna e la nonna confezionavano le
camicie per l'esercito italiano durante la prima guerra
mondiale.
Fu poi il periodo che la nonna e la mamma della
signora Elvira cucivano per il parroco, il sindaco e
il dottore del paese.
La Sign. Elvira ricordava "Ho lasciato la scuola
che avevo 9 anni, ero brava ma a casa avevano bisogno
di aiuto per fare le camicie.
Ci svegliavamo la mattina alle sei e facevamo
bollire in una grossa pentola gli interni dei colli,
poi bagnavamo i tessuti e la sera dovevamo finire
facendo occhielli e attaccando i bottoni a mano.
Negli anni trenta la camicia era molto in voga
soprattutto tra i giovani e c'era molto lavoro.
Nel dopoguerra, il fratello della signora Elvira,
Elio, apre una delle prime fabbriche di
camicie a Padova con circa un centinaio di
dipendenti. Qui la signora Elvira vi lavorò per circa
dieci anni e ricordava "Ero piccola e mio fratello
mi faceva salire in canna della bici e mi portava al
lavoro".
Negli anni a seguire la sua formazione
professionale continuò presso la camiceria del
cavalier Regona "il Cavaliere il primo giorno mi
diede in mano un pezzo di stoffa e disse fammi un
camicia. Io gliela feci. Fu tanto contento e mi stimò
da subito".
Alla nascita del secondo figlio la signora Elvira
aprì un piccolo laboratorio di camicie su misura a
casa e vi lavorò per parecchi anni.
Nel 1993 Giampietro (secondo figlio della signora
Elvira) apre assieme alla cognata Simonetta, la moglie
e con la supervisione della signora Elvira l'atelier
in via Pertile 58 a Padova; nel Dicembre 2001 il
Premio per originalità e impegno nella tradizione
conferito dal sindaco.
Nel Dicembre 2003 il Premio Città di Padova.
e la tradizione continua...
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